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Spotify sfida Tidal: allo studio un servizio di streaming Hi-Fi

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La piattaforma svedese studia una modalità di trasmissione dati che dovrebbe garantire la qualità sonora del cd, sia pure in cambio di un prezzo di abbonamento più elevato

Diletta Parlangeli

Spotify sembra pronto ad alzare l’asticella. Un ristretto numero di utenti ha ricevuto una proposta in merito a una funzione chiamata “Hi-Fi”. Il nome è esattamente ciò che sembra: l’offerta per un abbonamento che restituisce all’ascoltatore una maggiore qualità audio. La piattaforma propone la resa del suono del cd, quindi senza la dispersione dello streaming, con l’aggiunta di 5 o 10 dollari al mese. Propone, ma ancora non fa usare: da una serie di commenti che gli utenti si sono scambiati su Reddit, pare che per adesso l’azienda svedese stia solo tastando il terreno. Quando i clienti hanno accettato l’offerta, è risultato loro impossibile sottoscriverla, come se in realtà la richiesta fosse solo un test a/b per sondare il gradimento delle politiche di prezzo. Insomma, una mossa di marketing che però, vista la calorosa accoglienza dei partecipanti, potrebbe presto tradursi in realtà per i 40 milioni di utenti paganti della piattaforma.

 

«Finalmente! Ne sono felice, specie per quel che riguarda la musica classica. Mi iscriverò appena me lo consentiranno. Ho provato Tidal prima (hanno un servizio affine, ndr), ma la loro esperienza utente è così brutta che è impossibile tollerarla. Grazie al cielo Spotify sta saltando sul treno della non dispersione dei dati. Speriamo che anche Apple non resti indietro», commenta GlassFractais nel forum.

Mentre Spotify disegna nuovi orizzonti per la qualità del suono, come riporta The Verge, da qualche parte c’è chi cerca il modo di evitare il costo dell’abbonamento al servizio. Secondo Digital Music News, è stata registrata una tendenza significativa nelle ricerche per tutorial che insegnano ad ingannare il sistema. Guide su guide (su YouTube, ma non solo), insegnano come applicare alla piattaforma di musica in streaming un trucchetto già da tempo abusato con altri servizi: si tratta di mentire sul tempo, cambiando le impostazioni di orario e giorno del proprio dispositivo, facendo in modo di procrastinare all’infinito i periodi di prova.

Fonti: http://www.lastampa.it/2017/03/03/tecnologia/news/spotify-sfida-tidal-allo-stuio-un-servizio-di-streaming-hifi-SE4jH5lVk7bppz4MMlH9oO/pagina.html