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Le ”droghe sonore” che si trovano in rete – bufala o realtà

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Il più famoso programma per poter usufruire di queste famigerate droghe sonore si chiama i-Doser ed è una leggera applicazione, installabile ovunque, che fece molto parlare di se 7 o 8 anni fa quando si iniziò a discutere animatamente in rete di queste nuove droghe da assumersi attraverso le… orecchie! Vediamo come funzionano (o come dovrebbero funzionare) questi allucinogeni audio

e soprattutto cerchiamo di capire se sono una banale truffa per vendere le famose ”dosi” online, oppure se mantengono quello che promettono.

Cosa accade nel cervello umano quando la coscienza si trova in uno stato alterato dovuto agli effetti allucinogeni di una droga vera e propria? Accade che la materia grigia emette delle onde, le cosiddette onde alfa, a bassissima frequenza intorno ai 20 o 30 Hz. Partendo da questa realtà qualcuno si è chiesto: cosa accadrebbe se si riuscisse ad indurre artificialmente il cervello ad emettere lo stesso tipo di frequenze, però senza costringere il corpo a sorbirsi la droga vera e propria? Probabilmente che si potrebbero riprodurre gli effetti ”mentali” della droga ma senza le controindicazioni dovute all’assunzione reale della stessa. Si potrebbe quindi indurre il nostro cervello a farsi un trip e a provare gli effetti, per esempio, della cocaina ma senza doverla assumere per forza.

Peccato però che nessun apparecchio per la riproduzione dei suoni (cuffie, altoparlanti o quant’altro) sia in grado di riprodurre frequenze così basse che sono, oltretutto, ben al di sotto della soglia dell’udibile. Ma anche a questo inconveniente è stata trovata una soluzione: basta sparare nelle orecchie 2 frequenze ”normali”, ma leggermente diverse tra loro, e fare in modo che per interpolazione si formi, al centro della testa, la giusta onda sonora necessaria per il trip; si tratta quindi di un semplice gioco di interferenze.

Detto fatto: la rete si è riempita di strani files audio che, ascoltandoli, appaiono come dei fastidiosi ed imperscrutabili brusii.

Ma la cosa funziona oppure no? E’ possibile provare gli effetti di una canna senza doversela fumare? Oppure gli effetti di una meditazione Zen profonda senza doversi fare 10 anni di praticantato? O ancora le sensazioni dovute ad un viaggio astrale senza diventare dei monaci buddisti?

Basta fare un giro in rete e consultare i vari forum per scoprire che la risposta a questa domanda non è affatto semplice. Molti di quelli che hanno testato l’ I-Doser sostengono di non avere provato assolutamente nulla, a parte un tremendo fastidio dovuto agli strani suoni in cuffia. Altri dicono di avere sperimentato dei leggeri stati alterati di coscienza e che bisogna rilassarsi molto e trovarsi in un ambiente privo di distrazioni. Altri ancora sostengono che i ”viaggi” sono possibili ma bisogna procurarsi un’apparecchiatura di riproduzione audio di alta qualità e che le normali cuffiette dei riproduttori MP3 sono del tutto inadeguate per questo tipo di esperienze. Insomma, le testimonianze dirette di chi la cosa l’ha sperimentata sono molteplici e contraddittorie ed è difficile capire se chi prova qualcosa lo faccia per i reali effetti delle frequenze o per una più banale autosuggestione.

Sulla questione hanno indagato anche le forze dell’ordine di ogni Pese del mondo senza, però, giungere ad una conclusione. Il paradosso è che in ogni caso siamo in presenza di un reato, ma è difficile stabilire quale! Se le droghe funzionano allora il reato è quello di spaccio di stupefacenti online. Se le droghe non funzionano allora il reato è quello di truffa perchè si vende qualcosa che non mantiene le promesse. Nel dubbio, programma e dosi si trovano ancora in vendita dopo tanti anni…

Fonti: http://www.boorp.com/notizie_articoli_news_post/articolo_Le_”droghe_sonore”_che_si_trovano_in_rete___bufala_o_realta’.php